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Industrial

Materia, carattere, autenticità: la materia come linguaggio del progetto.

Lo stile Industrial nasce dall’idea che la materia stessa parli per lo spazio. Non è il cliché del loft newyorkese, ma un’impostazione progettuale che valorizza ciò che solitamente viene nascosto: ferro, cemento, mattoni, legno grezzo, impianti e tubazioni diventano parte del racconto visivo, non elementi da mascherare.

È la concretezza del costruito che entra nella dimensione domestica, trasformandosi in linguaggio abitativo, in un approccio che oggi guida anche molte scelte nella ristrutturazione di appartamenti – soprattutto nelle città e nei contesti urbani più dinamici.

Da questa idea originaria si sviluppano almeno tre interpretazioni distintive.

Lo stile post-industriale urbano recupera ex magazzini e fabbriche trasformandoli in abitazioni dal carattere deciso, dove pareti in mattoni, travi metalliche e grandi finestre scandiscono lo spazio con ritmo e luce. Il brutalismo spinge la ricerca più in profondità, enfatizzando il cemento a vista (béton brut), i volumi massicci e le superfici non finite come scelta estetica consapevole. La lezione Bauhaus rilegge invece l’idea industriale in chiave razionale: forma e funzione coincidono, e gli elementi strutturali non sono decorativi ma costitutivi, parte integrante del progetto.

Ciascuna variante assume un tono diverso, ma tutte condividono un principio: mostrare, non coprire. Le superfici rimangono segnate da trame, giunti, saldature; la finitura perfetta lascia spazio all’autenticità materica.

Gli spazi industriali si riconoscono per volumi ampi, soffitti alti, impianti a vista, travi e pilastri esposti: tutte queste componenti strutturali diventano racconto. I materiali non subiscono rifiniture decorative: il mattone non è intonacato, il metallo non è verniciato, il cemento non è lisciato. In questo “non finito” risiede l’identità del progetto.

La palette cromatica è sobria ma intensa: grigi cementizi, neri ossidati, ruggine, marroni legnosi, con contrasti netti di bianco e dettagli nei colori primari — rosso, blu, giallo — che evocano il mondo tecnico e produttivo.

Anche arredi e complementi seguono la stessa logica: volumi essenziali, superfici pure, elementi funzionali e robusti. Un tavolo in lamiera, una lampada in acciaio, un divano in pelle grezza possono costituire il cuore dello spazio. La luce, naturale o artificiale, è fondamentale per valorizzare la texture dei materiali e far emergere la tridimensionalità delle superfici.

Per Comettiabitare, lo stile Industrial è un linguaggio da interpretare con sensibilità. In alcuni progetti ne spingiamo la materia nuda fino al limite; in altri la bilanciamo con legni naturali e arredi su misura per ottenere un equilibrio più caldo. È un approccio che unisce estetica e identità, sempre guidato da una visione dell’architettura d’interni attenta alla materia e al suo carattere.

L’obiettivo non cambia: creare ambienti concreti, vivi e autentici, dove la materia non è ornamento ma sostanza e lo spazio diventa un racconto visivo coerente con chi lo abita. Una direzione progettuale che guida ogni nostra attività di progettazione di interni.