
Expressive
Personalità, energia, libertà: accostamenti audaci e creatività visiva per ambienti che non passano inosservati.
Lo stile Expressive raccoglie tutte quelle tendenze che fanno dell’individualità il proprio codice visivo. È una categoria ampia e sfaccettata, che comprende linguaggi diversi ma uniti dallo stesso principio: la casa come spazio identitario, capace di raccontare gusti, esperienze e personalità.
È lo stile di chi non teme il colore, di chi ama il contrasto e di chi considera l’arredo un mezzo di espressione, non una semplice scelta estetica: un approccio sempre più diffuso anche nell’architettura d’interni contemporanea.
Tra le sue molte interpretazioni, l’eclettismo è la più antica e stratificata. Nato nell’Ottocento, si fonda sulla combinazione armonica di elementi appartenenti a epoche e culture differenti. È uno stile che predilige la contaminazione: un divano contemporaneo accanto a una poltrona d’antiquariato, un tappeto orientale sotto una lampada in vetro di Murano, un mix di superfici naturali e texture esotiche. L’effetto è personale e inaspettato, ma sempre bilanciato. In questa chiave, l’eclettico moderno può assumere connotazioni etniche o boho, dove legni caldi, tessuti intrecciati e colori terrosi creano un’atmosfera vissuta e autentica, ricca di riferimenti culturali.
Altra declinazione espressiva è quella Pop, nata negli anni Sessanta dall’immaginario della cultura visiva e della Pop Art. È il linguaggio dei contrasti netti, dei colori saturi e dell’ironia applicata al design. Le icone di quegli anni — la Bocca di Gufram, la Sacco di Zanotta, la Bubble Chair sospesa — continuano a ispirare interni che puntano sulla leggerezza e sull’impatto. Plastica, plexiglass, metallo lucido e colori primari diventano strumenti di composizione: il risultato è uno spazio che cattura l’attenzione e trasmette energia, senza mai prendersi troppo sul serio.
Il Massimalismo spinge invece verso l’opulenza controllata. È la risposta diretta al minimalismo, ma con una logica precisa: non accumulare, bensì comporre. Pattern sovrapposti, quadri alle pareti, tappeti e arredi di epoche diverse creano ambienti densi e stratificati, dove ogni superficie ha un ruolo visivo. La sfida è trovare l’equilibrio tra abbondanza e armonia, giocando con texture e cromie senza scadere nel caos. È uno stile che si presta bene a case dallo spirito artistico o teatrale, dove la decorazione è parte del linguaggio architettonico.
Infine, il Colorblock, la declinazione più grafica e contemporanea del mondo Expressive. Ispirato alle composizioni di Piet Mondrian e alla moda anni Ottanta, utilizza blocchi di colore per definire volumi, profondità e prospettive. Campiture nette di tinte complementari dividono o amplificano gli spazi, creando ritmi visivi e geometrie che sostituiscono il decoro tradizionale. È un approccio ideale per interni urbani e dinamici, dove il gesto grafico diventa struttura.
Tutte queste interpretazioni — eclettica, pop, massimalista o colorblock — condividono la stessa filosofia: la libertà di esprimersi attraverso lo spazio. L’importante non è la quantità, ma la coerenza. Ogni scelta deve contribuire a costruire un racconto visivo strutturato, dove materiali, colori e arredi dialogano senza annullarsi a vicenda.
In Comettiabitare, lo stile Expressive è questione di equilibrio. Accompagniamo il cliente nella costruzione di un linguaggio personale, calibrando intensità e misura. La forza del colore, la presenza materica, i dettagli scenografici sono dosati con attenzione per dare vita a interni decisi ma raffinati, audaci ma vivibili, coerentemente alla visione che guida ogni nostra attività di progettazione di interni.
Case che non si limitano a seguire un trend, ma lo interpretano con carattere, anche attraverso arredi su misura progettati per valorizzare la personalità di chi li abita.